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Cuore verde tra due laghi
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Cuore verde tra due laghi

Chiesa Parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo

Invorio

La chiesa si trova a destra del palazzo comunale, su di una collinetta cui si accede tramite scalinata acciottolata. Lungo il perimetro del sagrato si sviluppa una Via Crucis a Cappelle costruita a partire dal 1755: le cappelle appartengono alla tipologia costruttiva "a pilone" che prevede un blocco in muratura coperto da spiovente a lastre di pietra e scavato da una nicchia su cui è dipinta la rappresentazione di una stazione della Via Crucis.

Le pitture, purtroppo poco leggibili, sono tramandate come opera del miasinese Giovanni Battista Cantalupi (1732-1780). Fiancheggiano la salita ciottolata due cappelle-ossario sulle quali è raffigurata la morte con scheletri e motti, elemento in uso soprattutto tra Sei e Settecento quale segno di speranza della risurrezione della carne. Il campanile venne innalzato a partire dal 1662.

L'origine della chiesa è medievale (XIII sec.), ma pesanti restauri e ricostruzioni ne hanno modificato totalmente l'impianto tra il Settecento e l'Ottocento. La chiesa si presenta al suo interno a tre navate con un ampio portico d'accesso. Le numerose cappelle che si aprono sulle navate laterali sono d'età barocca. La Cappella di San Vincenzo, originariamente detta dello Spirito Santo, ospita dal 1696 le spoglie del santo, da cui prende nome, che furono traslate da Novara ad Invorio. L'unica cappella conservatasi intatta è quella della Madonna del Rosario collocata nella navata sud, vicino all’altare maggiore. Sull'antico altare dedicato alla Beata Vergine fu eretta nel 1583 una cappella affidata alla Compagnia del Rosario che provvide subito alla decorazione: ottimi gli stucchi seicenteschi che ricoprono volta e pareti e racchiudono le 15 tavole di rame raffiguranti i Misteri del Rosario.

Lo schema iconografico presente è tipico del primo Seicento: al centro la statua lignea della Madonna con in braccio il Bambino Gesù che consegna la corona a San Domenico, mentre la porge a Santa Caterina: i due santi sono dipinti su tavola. Le pitture sono databili alla metà del Seicento e mostrano influssi del Morazzone e del Cerano, tra i massimi artisti dell'età borromaica. A completamento dell'arredo interno vi è l'organo costruito nel 1875 dai fratelli Scolari di Bolzano N.se, famosi in tutto il novarese. La sua peculiarità sta nella predisposizione di una seconda tastiera e nell’avere 45 registri sonori spezzettati, oltre ad accessori di impianto bandistico-orchestrale. Lo stesso costruttore, Carlo Scolari, lo suonò fino all’età di 86 anni.

Aperta il sabato 14.00 - 19.00 e la domenica 9.00 - 12.00