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Cuore verde tra due laghi
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Cuore verde tra due laghi

Chiesa di Sant' Eusebio

Pisano

Su piazza Vittorio si affacciano il palazzo del Municipio e la Chiesa parrocchiale dedicata a Sant’Eusebio, primo vescovo di Vercelli, e ai santi Maccabei, sette fratelli martiri dell’antica Giudea. Originariamente di piccole dimensioni, la chiesa subì continui ampliamenti, un primo consistente citato da fonti, avvenne nel 1567 quando Carlo Borromeo volle che Pisano si rendesse indipendente da Nebbiuno e che la chiesa diventasse parrocchia. Un secondo ampliamento fu previsto a inizio Seicento. La parrocchiale si presenta oggi in forme barocche; la facciata è preceduta da un pronao aggiunto nel 1767 che ospita nella parte alta un vano nel quale è collocato l’organo. Recentemente è stato recuperato l’affresco seicentesco raffigurante le tre Virtù Teologali.

All’interno si presenta a croce latina ad ambiente unico e tre cappelle. La prima di sinistra ospita il fonte battesimale, la seconda, a lato del pulpito ligneo, accoglie l’altare dedicato alla Madonna del Rosario il cui simulacro è affiancato dalle statue dei santi Sebastiano e Rocco; la terza cappella è dedicata al patrono, Sant’Eusebio. Recentemente, in occasione di scavi, sono venuti alla luce i resti dell’antico oratorio sotto l’androne del campanile, oltre a diverse sepolture rinvenute sotto la pavimentazione interna. Numerose sono le decorazioni, risalenti a diverse epoche, che abbelliscono la chiesa. Sui muri laterali, gli affreschi realizzati da Luigi Morgari: l’Immacolata Concezione e il Sacro Cuore di Gesù. L’unica traccia dell’oratorio medievale visibile all’interno della chiesa consiste in un prezioso frammento d’affresco raffigurante volti femminili, forse parte di una “Madonna della Misericordia” e opera di artista anonimo della prima metà del XIV secolo che sembra riprendere il linguaggio innovativo e peculiare del Maestro di Oropa.

L’altare è stato realizzato in marmo locale nel 1839. Alle sue spalle si ammira l’affresco raffigurante sant’Eusebio, riemerso dagli ultimi restauri. L’opera dovrebbe risalire al 1762. Il santo indossa un piviale rosso, simbolo di martirio, a differenza del piviale verde che si nota nella sua stessa raffigurazione della navata principale, databile al primo Novecento: fu nell’Ottocento, infatti, che venne ufficialmente smentito il martirio del santo. Le volte sono state decorate da Luigi Mazzucchelli di Vigevano tra il 1856 e il 1859. L’originaria illuminazione naturale è stata modificata dalle vetrate poste sui lati nel 1930 per volere del professor Pivetti di Torino, e rappresentano: l’agnello, il pellicano, le pecore, sant’Eusebio, i quattro evangelisti, oltre a due medaglioni con i volti di san Gaudenzio, vescovo novarese, e san Carlo Borromeo, arcivescovo di Milano.

Ulteriori informazioni

Chiesa di Sant' Eusebio
Tel. +39 0322 58810