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Cuore verde tra due laghi
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Cuore verde tra due laghi

Chiesa Parrocchiale di Sant'Antonio Abate

Ameno

Scendendo da Ameno e svoltando verso Vacciago si trova sulla destra, in posizione elevata e isolata, la chiesa parrocchiale di Sant’Antonio Abate. L’edificio sorge fuori dal centro abitato, in un punto assai panoramico: dal sagrato si gode una vista incantevole sul lago d’Orta e sul Monte Rosa.

La chiesa è menzionata in un documento del 1217 ma è senz’altro molto più antica. Nel corso del Cinquecento però venne rinnovata e ingrandita (1589) anche in seguito all’indipendenza ottenuta – almeno formalmente - dalla chiesa madre dell’Isola di S. Giulio alla fine del secolo precedente. Solo nel 1565 venne posto in chiesa il fonte per la celebrazione del battesimo e l’effettiva qualifica di parrocchia fu sancita solo nel 1599 dal vescovo novarese Carlo Bascapè.

L’attuale edificio è opera tardocinquecentesca del maestro Silvestro di Lugano. Il bel campanile, posto sul lato sinistro della chiesa, è invece d’età romanica se si eccettuano alcuni ritocchi tra cui l’aggiunta della lanterna sulla sommità. La facciata è decorata con stucchi barocchetti realizzati probabilmente da maestranze lombarde e arricchita da un elegante portichetto sostenuto da due colonne in granito con capitello dorico. Al corpo principale della chiesa è aggregato l’ex Oratorio dei SS. Michele e Gaudenzio, costruito nel 1698.

La chiesa si presenta al suo interno ad aula unica. Sulla sinistra si trovano l’ingresso al campanile, il vano del battistero e la Cappella dedicata a San Carlo, mentre sulla destra si affacciano la Cappella di Sant’Antonio e la bella Cappella del Rosario.

Alle spalle del presbiterio si apre un ampio coro con copertura a botte tutta affrescata nel 1691 da Giorgio Bonola, pittore originario di Corconio, piccolo borgo poco distante da qui. L’opera raffigura la Gloria di Sant’Antonio Abate. Un altro affresco, nel coro, è opera di Agostino Comerio, e raffigura la Religione. Una serie di dipinti appesi raccontano la vita di Sant’Antonio Abate e altri santi.

Molto raffinata ed elegante si presenta la cappella dedicata alla Vergine del Rosario, affrescata a metà Settecento dal talentuoso pittore miasinese Giovan Battista Cantaluppi che inserì i 15 misteri mariani entro grandi cartelle dipinte disposte lungo le tre pareti del sacello.

Uscendo dalla chiesa si nota, accanto all’arco di ingresso del sagrato, un ossario d’età barocca, affrescato nel 1763 dall’ortese Luca Rossetti. L’antico cimitero occupava l’area circostante alla chiesa, probabilmente dove oggi si trova l’abside: una porta permetteva il passaggio diretto dall’interno della chiesa al camposanto. L’attuale cimitero, a pochi metri dal sagrato, risale alla fine del Settecento.

Aperta nei mesi estivi