logo

Culture by Nature

Cuore verde tra due laghi
Da non perdere
Cuore verde tra due laghi

Chiesa di Santa Maria di Luzzara

Gozzano

Merita davvero una visita alla chiesa di Santa Maria di Luzzara che si trova lungo la via che da Gozzano porta a San Maurizio d’Opaglio.

L’edificio, dedicato alla Natività di Maria, si trova sulla destra, in posizione un po’ ribassata, circondata di prati e stradine sterrate. Al primo sguardo sembra davvero antica, tipica d’età romanica (XI o XII sec.): in rèaltà la datazione precisa ci è ancora sconosciuta, potrebbe essere anche più tarda di qual che appare. Grande fascino hanno le tre piccole absidi che concludono a est la semplice aula squadrata. Sicura è, invece, la sua iscrizione in un documento del 1114 con il nome di Luciaria. La facciata è a capanna, un portale unico al centro e due finestrelle rettangolari ai lati, il tetto a copertura dell’edificio è realizzato in piode e su di esso si innalza un insolito campanile a vela. Un secondo ingresso più funzionale era previsto sul lato, dove è stata aggiunta una sacrestia. La chiesa presenta una ricca serie di affreschi, databili soprattutto al XV e al XVI secolo, alcuni dei quali purtroppo non più leggibili.

Gli affreschi in facciata sono stati attribuiti a Francesco Cagnola, membro di una delle più note botteghe novaresi del secondo ‘400: sulla sinistra un maestoso San Cristoforo, nel trittico Sant’Antonio Abate, San Rocco e San Giulio; sulla destra si distinguono la Madonna con Bambino tra i santi Antonio e Rocco, la Beata Panacea, Santa Chiara, San Francesco, Santa Maria Maddalena e una devota in ginocchio. Al centro, nella lunetta, è leggibile un’Annunciazione. Tutti gli affreschi appaiono particolarmente danneggiati dagli agenti atmosferici.

All’interno troviamo un’aula unica, rettangolare e scandita da due arconi trasversali, che si conclude con tre absidi concatenate l’una all’altra, il che ha conferito alla chiesa l’appellativo di Santa Maria delle Cappelle. Quella centrale è di dimensioni maggiori rispetto alle altre due. Le tre absidi non presentano motivi decorativi esterni, fatta eccezione per le monofore, ora parzialmente murate. Questa parte è sicuramente un elemento distintivo in quanto chiese ad aula unica terminante a tripla abside sono rare. 

Da segnalare i bellissimi affreschi che decorano l’interno, alcuni recentemente restaurati, primo tra questi è l’intensa Crocefissione del Cagnola, dipinto sulla parete di fondo, sopra alle absidi. Nella scena si ammira la complessità scenografica resa dall’artista e sviluppata su tre registri: nel primo in alto primeggia la figura drammatica del Cristo sanguinante attorniato da serafini. All’estremità superiore pare di scorgere una colomba, simbolo dello Spirito Santo. Nella zona centrale, la più movimentata, sono ritratti i due ladroni e le guardie romane, a piedi o a cavallo, contraddistinte dallo stendardo col simbolo malefico dello scorpione. Infine in basso, si intrecciano, a sinistra del crocifisso, Sant’Antonio Abate con ai piedi il maialino - suo tipico attributo -, le tre Marie, al centro delle quali la Vergine sta svenendo sconvolta dal dolore, e infine la Maddalena che abbraccia la croce e bacia i piedi del Cristo. A destra troviamo un uomo nimbato dai capelli bianchi, elegantemente vestito, probabilmente Giuseppe d’Arimatea, e il giovane San Giovanni Evangelista accanto alla figura di Nicodemo (identificabile dalle pinze che tiene in mano). All’estrema sinistra si scorgono San Giulio e San Bove, riconoscibile per il bue effigiato sul vessillo che il Santo sorregge.

La stessa struttura tripartita caratterizza il complesso episodio dell’Incoronazione e Assunzione della Vergine, immagine parziale, con lacuna al centro e sulla destra, ma pregevole nella parte conservata. Nella zona inferiore è visibile il sepolcro vuoto della Madonna, circondato dagli Apostoli che rivolgono lo sguardo verso l’alto; tra di loro riconosciamo San Pietro, San Matteo e San Tommaso; quest’ultimo, secondo la tradizione, impugna la cintura che la Vergine cala dal cielo come segno della sua assunzione. Gli Apostoli, dal volto sereno, sono in atteggiamento di preghiera o di stupore. Nella zona centrale, ritratta con dimensioni maggiori, la Madonna in preghiera mentre, circondata dagli angeli musicanti, viene accolta dal Padre. Il volto della Vergine appare profondamente assorto, già pervaso di realtà non più terrene, gli angeli sono giocosi mentre gli apostoli e i santi adoranti hanno posture composte e controllate. Nella parte superiore, infine, Dio, racchiuso in un cerchio di serafini, pone la corona sulla testa di Maria. Purtroppo il volto del Padre è scomparso; della sua figura sono superstiti parte dei bianchi capelli e la manica damascata dell’abito.

La rappresentazione è di pregevole fattura e composizione: l’artista è riuscito a strutturare l’elaborata scena in modo chiaro, senza comprimere le numerose figure che si inseriscono adeguatamente nello spazio della nicchia. Infine la grande Madonna della Misericordia con ai piedi un devoto, presenta larghe zone neutre dove l’intonaco è caduto, ma la scena è chiaramente leggibile. Meno conservati gli affreschi nelle absidi: in quella di sinistra è riconoscibile una Madonna tra gli angeli e i Santi Apostoli, mentre in quella di destra una Madonna con Bambini. Sulla parete meridionale si vede uno Sposalizio mistico di Santa Caterina.

Chiusa ma visitabile.

Ulteriori informazioni

Chiesa di Santa Maria di Luzzara
Tel. +39 0322 913981