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Cuore verde tra due laghi
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Cuore verde tra due laghi

Parrocchiale dei Santi Audenzio e Caterina

Pettenasco

La chiesa sorse anticamente come cappella alle dipendenze dei canonici dell’Isola di San Giulio e venne ricostruita in stile romanico nel XII secolo con la dedicazione a Sant’Audenzio. Rinnovata totalmente alla fine del Settecento, è a croce latina con abside semicircolare, navata unica e tre cappelle lungo ogni lato.

La chiesa conserva, sul lato settentrionale – accanto alla moderna torre campanaria (1792) - il suggestivo campanile risalente al XII secolo, fra i più antichi della Riviera. A pianta quadrata, con quattro ordini di specchiature, esso presenta monofore a feritoia alte e strette negli ordini inferiori e bifore nei due ordini più alti. E’ decorato da archetti pensili a gruppi di tre per specchiatura, che mostrano una fattura rozza e incerta.

Lo storico Verzone datò il campanile al periodo 1075-1100 proprio per il tipo di muratura che presentava tratti di ciottoli a spina-pesce e per la decorazione di archetti priva di lesene. Nel 1451 Pettenasco venne eretta parrocchia autonoma e acquistò piena autonomia sotto il vescovo Bascapé, presule di Novara tra il 1593 e il 1615. A fine ‘500 l’edificio venne in parte restaurato.

Nell’abside si può ammirare il dipinto raffigurante le Nozze mistiche di Santa Caterina. Protagonisti del quadro sono la Madonna col Bambino e Santa Caterina inginocchiata ai loro piedi in atto di ricevere l’anello attorniata da tre coppie di angeli. All’interno della chiesa si incontrano sei cappelle: quella del Crocifisso, dei Santi Giulio e Audenzio, della Madonna del Rosario e dei Santi Antonio di Padova e Giovanni Nepomuceno.  Quest’ultima custodisce la cosiddetta “Madonna della Neve con il Bambino”, cui gli abitanti di Pettenasco erano devoti ben prima che sorgesse l’omonimo santuario in frazione Pratolungo.

Sul lato sinistro della navata è appesa una grande Natività di autore sconosciuto. L’altare, dedicato ai Ss. Audenzio e Giulio, contiene due sculture dei santi, opera di ignoto, raffigurati secondo la tradizione: San Giulio in atto benedicente, e Sant’Audenzio in atteggiamento fiero, con la sinistra alla spada. Il dipinto dedicato alla Madonna del Rosario che si trova in sacrestia rappresenta la Vergine con il Bambino che porgono rispettivamente il rosario a san Domenico e alla Santa peruviana Rosa da Lima, il cui culto si diffuse a partire dalla fine del Seicento.